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Perso tra fogli di quel quotidiano non mi accorsi di te nella stanza.

Qualcosa mi svegliò dalla mia ipnosi e mi fece cadere nell’incanto della visione di te.

Illuminati dal sole del meriggio, i tuoi capelli color dell’oro si appoggiano sulla tua schiena nuda. Sembran essere un mantello di seta adagiato sulle tue curve.

Mi alzai…

Pelle calda e profumata che asseconda le carezze della mia mano, mischiando l’odore di quel quotidiano a quello dolce come il miele del tuo profumo.

Ti baciai, chiudendo gli occhi, sognando che quel momento non finisse mai…


Andrea Cerrato è il presidente della Bottega del Grignolino, realtà operate sul territorio da diversi anni che ha raccolto la sfida di #grignolino1 che ha accettato le scelte, magari dittatoriali, dettate dal sottoscritto (soprattutto per quel che riguarda la scelta dei produttori) ma che, nonostante tutto, ha creduto nella formula aperta ai blogger e ci ha aiutati e coadiuvati nell’organizzazione. E quindi mi sembra giusto far parlare il suo presidente rivolgendogli 3 domande… come accaduto in passato a Filippo Ronco e Monica Pisciella.

Lascio la parola ad Andrea Cerrato

1) Completa questa frase. Il vino è…..
Il vino è soprattutto un modo di essere; La scelta di un vino comunica la personalità di una persona e il suo stato d’animo. Non importa che il vino sia un rosso o un bianco, di un top producer o di un giovane alle prime vendemmie; ogni vino trasmette una sensazione diversa, così come il luogo e le condizioni in cui viene degustato. Un vino non può essere spiegato ma solo interpretato. Proprio per questo non credo alle degustazioni tecniche, ai punteggi, ai bicchieri o alle stelle; il pubblico non deve essere assuefatto dalle descrizioni e sensazioni altrui, ma solo accompagnato a conoscere, approfondire e capire.

2) L’uso del web e dei social network possono essere strumenti utili (e forse imprescindibili) per la diffusione e la conoscenza di “vitigni dimenticati” come il grignolino?
Tutti i media popolari sono lo strumento ideale dove trasmettere messaggi. Vitigni dimenticati o forse considerati meno nobili possono trovare nel web lo strumento giusto per creare curiosità e tendenza. I social network sono come il passaparola regola fondamentale del marketing. L’informalità dei social network elimina la rigidità del tecnico e i paraocchi del professionista; è il pubblico che conta, è il consumatore finale che sceglie se un vino piace o non piace, che è diverso dal dire è “buono” o non è “buono”.


3) Quali sono i progetti che la Bottega del Grignolino intende promuovere nel futuro?
La Bottega del Grignolino ha grandi ambizioni. Trasformarsi in due-tre anni nella casa dei piccoli vitigni autoctoni del Piemonte; non solo Grignolino, ma anche Ruchè, Albugnano e tanti altri vini poco comunicati ma che meritano molto più spazio. Due anni di ristrutturazione dei locali dell’Antico Torrione, nuovi spazi a disposizione e un nuova cantina che diventerà lo store dove comprare le eccellenze del territorio. La Bottega del Grignolino si sta attrezzando quindi per diventare uno degli accessi golosi del Piemonte per i 23 milioni di turisti attesi nel 2015, da marzo a ottobre, in occasione dell’Expo2015.
Visto l’interesse suscitato dall’iniziativa #grignolino1 la bottega del Grignolino si candida inoltre a diventare un punto di riferimento per gli enoblogger di tutto il mondo.

Grazie Andrea… il tuo appoggio e il tuo credere in questa “folle idea” di #grignolino1 sono state fondamentali per l’organizzazione di questa degustazione anarchica… 🙂